1 STAZIONE: GESÙ NEL GETSEMANI
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Gesù si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io ma come vuoi Tu". (Mt 26, 39)
«Quando mi chiedo che cosa mi convenga fare per piacere di più al Signore, per farmi santo, non sento altra risposta: Continua a stare nellobbedienza come stai, fai le tue cose ordinarie, giorno per giorno, senza smanie, senza singolarità. Continuerò dunque a vivere alla giornata, ma offrendo con più ardente passione a Gesù questo mio vivere così. Nella vita, del resto, non conta il rumore che si fa, le cose che si vedono, ma lamore con cui si compie la volontà di Dio.»
(Dal Giornale dellAnima)
Pater, Ave Gloria
2 STAZIONE: GESÙ È TRADITO DA GIUDA
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
E subito Giuda si avvicinò a Gesù e lo baciò. E Gesù gli disse: "Amico, per questo sei qui!. (Mt 26, 49-50a)
«Quante mancanze anche questa settimana. Ho da rimproverarmi di aver voluto fare lo spiritoso, lasciandomi sfuggire qualche parola inutile o sciocca, di aver voluto fare il sapiente e giudicare. E il mio vecchio amor proprio che si è fatto sentire. Fra tutte queste miserie posso, però, ringraziare il Signore di non avermi abbandonato, come meritavo. Io serbo ancora, grazie a Dio, la voglia di far bene e con questa devo andare avanti.» (Dal Giornale dellAnima)
Pater, Ave Gloria
3 STAZIONE: GESÙ È RINNEGATO DA PIETRO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù Prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte. E uscito fuori pianse amaramente. (Mt 26, 75)
«Una grande paura sembra dominare talora gli uomini di chiesa e in genere chi segue il Vangelo: la paura di essere ritenuti dei sorpassati. Non lasciamoci intimidire! La legge di Dio è là: semplice, chiara, grave; la millenaria esperienza della Chiesa è là, a nostra istruzione ed edificazione. Compiamo tutti il nostro dovere, e non abbandoniamoci alla rilassatezza ed allo scoraggiamento. Cristo ci ama!»
Pater, Ave Gloria
4 STAZIONE: GESÙ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Gesù voltandosi verso le donne disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me ma su voi stesse e sui vostri figli". (Lc 23, 28)
«Molti sono portati a giudicare come mali, e mali assoluti, tutte le sventure fisiche di quaggiù. Hanno dimenticato che il dolore è retaggio dei figli di Adamo; hanno dimenticato che il solo vero male è la colpa e che dobbiamo guardare alla croce di Gesù come la guardarono gli apostoli, i martiri, i santi, maestri e testimoni. Nella croce vi è conforto e salvezza e nell'amore di Cristo non si vive senza dolore. Grazie a Dio non sempre vi sono anime che si ribellano sotto il peso del dolore. [
] Occorre avere in voi il dono della grazia, che è la vita propria dell'anima cristiana. Nella grazia troverete forza, non solo di accettare le sofferenze con rassegnazione, ma di amarle come le amarono i santi: i vostri dolori non andranno perduti, ma potranno unirsi ai dolori del Crocifisso, della Vergine, la più innocente delle creature. La vostra vita potrà così diventare veramente conforme all'immagine del Figlio di Dio.»
Pater, Ave Gloria
5 STAZIONE: GESÙ È CROCIFISSO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce, vi era scritto: "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei". Dopo, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, Gesù disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". (Gv 19, 19.28)
«Impariamo da Gesù a non arrabbiarci, a non perdere la pazienza con nessuno, a non nutrire nel nostro cuore avversioni per quelli che, crediamo, ci abbiano fatto del male. Impariamo a compatirci lun laltro, perché tutti abbiamo i nostri difetti, e chi non ne ha uno, ne ha un altro. Impariamo a volere bene a tutti; mi capite? A tutti, anche a quelli che ci fanno del male o ce ne hanno fatto. Impariamo a perdonare, a pregare anche per loro, che forse dinanzi a Dio sono più buoni di noi.» (dalla lettera del chierico Angelo Roncalli ai genitori, 16 gennaio 1901)
Pater, Ave Gloria
6 STAZIONE: LA MADRE E IL DISCEPOLO AMATO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Gesù allora vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 26-27)
«Miei cari fratelli, siamo nella casa del Padre anche qui. Siete contenti che sia venuto a trovarvi? Sapevo che mi volevate, e anchio vi volevo. Per questo, eccomi qui. A dirvi il cuore che ci metto, parlandovi, non ci riuscirei; ma che altro linguaggio volete che vi parli il Papa? Io metto i miei occhi nei vostri occhi. Ho messo il mio cuore vicino al vostro cuore. Il Papa è venuto, eccomi a voi! Penso con voi ai vostri bambini che sono la vostra poesia e la vostra tristezza, alle vostre mogli, alle vostre sorelle, alle vostre mamme.» (Dal Discorso ai detenuti del carcere di Regina Coeli)
Pater, Ave Gloria
7 STAZIONE: GESÙ MUORE IN CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò. [...] Venuti da Gesù, vedendo che era già morto, uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua. (Gv 19, 30.34)
«L'uomo non è mai così grande come quando sta in ginocchio. Ricordiamocene bene e sempre! Non è dunque la scienza la sommità della grandezza e della gloria di un uomo, ma è la coscienza di noi stessi, del nostro nulla dinanzi a Dio, la coscienza del bisogno di Dio, senza il quale siamo sempre molto piccoli, per quanto ci innalziamo alle altezze dei giganti.»
Pater, Ave Gloria
8 STAZIONE: GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, come è usanza seppellire per i giudei. (Gv 19, 40)
«Tutti gli uomini che sono sulla terra portano in sé limmagine di Dio. Eppure tanti non amano Dio, non lo servono, anzi lo calpestano, e moltissimi non lo conoscono nemmeno. Ecco il pensiero che mi deve accendere nel cuore il desiderio vivo di amarli, e, se non altro, di pregare per loro. Se tutti gli uomini rappresentano Dio, perché non li amerò tutti? Perché li disprezzerò? Perché non sarò con essi rispettoso? Questo è il riflesso che mi deve trattenere dall'offendere i miei fratelli in qualunque modo; ricordarmi che tutti sono immagine di Dio e forse l'anima loro è più bella e più cara al Signore che non la mia.» (Dal Giornale dellAnima)
Pater, Ave Gloria
9 STAZIONE: IL MATTINO DI RESURREZIONE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
L'angelo disse alle donne: "Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù crocifisso. Non è qui. E' risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto." (Mt 28, 5-6)
«Carissimi, la mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore. Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nellincontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se cè, qualche cosa che ci può tenere un po in difficoltà. Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: Questa è la carezza del Papa. Troverete forse qualche lacrima da asciugare.
Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e dellamarezza. E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma, sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino.»
(Sera dell11 ottobre 1962, giornata di apertura del Concilio, Discorso alla luna)
Pater, Ave Gloria