Lo so: tante volte sei sul punto di sfogarti e non sai trattenerti dal dirgliene quattro (e magari otto!) a chi ti ha punzecchiato così insistentemente.
Lo so che non sei un santo, come non lo sono io che ti scrivo.
So benissimo che la tua pazienza ha un limite e che tu, per quanto buono possa essere, arrivi al punto da non vederci più dalla rabbia.
So anche che non riesci a digerire certe malelingue che ingiustamente ti hanno calunniato e che meritano non solo le tue spiegazioni, ma anche le tue rimostranze.
Pur sapendo tutte queste cose, io ti consiglio di
contare fino a dieci prima di rispondere!
Se poi sai contare fino a venti, dimostrerai di essere anche più bravo, oltre che più paziente.
Dirai: « Ma a che serve contare fino a dieci? ».
Ti rispondo: serve per far maturare dentro di te la parola che stai per dire.
Serve per farti capire quando e come tu potrai dire le parole giuste, in modo che esse sortiscano l'effetto che tu stesso desideri.
Serve per non far diventare la tua parola una freccia avvelenata, scoccata dall'arco di un cuore inacidito e litigioso.
Spero che questi motivi ti bastino per farti comprendere quanto sia importante saper tacere prima di parlare.
Solo tacendo tu potrai ascoltare te stesso e sarai allenato ad ascoltare l'altro.
Esercitandoti nel silenzio, imparerai presto ad ascoltare gli altri, anche quelli più fastidiosi, prolissi, istintivamente antipatici.
Non c'è che dire: il tuo silenzio è la migliore preparazione per la tua difesa, perché ti consente di far uscire dalla tua bocca una parola ricca di contenuto, efficace, degna di essere ascoltata dagli altri.
Il tuo silenzio è la condizione indispensabile per lasciar parlare Lui: la Parola fattasi carne, l'unico che può suggerirti le parole giuste al momento giusto.
Lascia che sia Lui a prendere la parola in te, non imbavagliarlo, fallo parlare al tuo posto, dentro di te e in tutta la tua vita.
Per far questo, però, devi imparare a
contare fino a dieci, prima di rispondere.
Devi imparare a non farti sopraffare dall'istinto.
Devi amare il silenzio, che non è assenza di parola, ma parola presente a te stesso e predisposta per essere ascoltata.
Solo a queste condizioni le tue saranno parole e non chiacchiere.
E mi sembra che siamo tutti d'accordo nell'ammettere che solo le parole contano, le chiacchiere sono inutili.