BETLEMME: UNA GOCCIA DI LUCE...
di Don Ezio Del Favero



A Betlemme, ad adorare il bambino Gesù nella capanna, insieme ai pastori e agli altri animali accorsero anche gli insetti.
Per non spaventare il piccolo restarono sulla soglia.
Ma Gesù, con un gesto delle sue rosee manine, li invitò a entrare ed essi si precipitarono nella capanna portando i loro doni.

L'ape offrì il suo dolce miele; la farfalla la bellezza dei suoi colori; la formica un chicco di riso; il baco un filo di finissima seta; la vespa, non sapendo che cosa donare, promise che non avrebbe punto più nessuno; la mosca si offrì di vegliare il sonno di Gesù, senza ronzare.
Solo un piccolo insetto non osò avvicinarsi; non aveva niente da offrire... Se ne stava sulla porta,
timido, con un grande desiderio di poter esprimere anche lui il suo amore.
Decise così di lasciare la capanna.
Proprio in quell'istante il bambino si rivolse a lui: «E tu piccolo insetto, perché non ti avvicini?».
Allora l'insetto senza regalo volò fino alla culla e si posò sulla manina del bambino.
Era così emozionato che gli occhi gli si colmarono di lacrime. Scivolando giù, una lacrima, grossa e lucente, cadde sul palmo della mano di Gesù.
«Grazie!», sorrise il bambino. «Questo è un regalo stupendo!.
In quel momento un raggio di luna illuminò la lacrima.
«Ecco, il tuo regalo è diventato una goccia di luce!», disse Gesù sorridendo.
«Da oggi ti chiamerai "Lucciola" e porterai sempre con te questo raggio luminoso».


Donare qualcosa di sé: un'emozione, un sorriso, un po' di tempo, un sentimento... spesso conta più di un oggetto che vale in termini di soldi.
Ciò che si dona con il cuore ha un significato sempre vero, ricco di autenticità e di commozione.
Se poi Qualcuno trasforma quel regalo, fosse anche una lacrima, in un messaggio significativo e prezioso, allora conviene condividere anzitutto quello che siamo, quello che abbiamo dentro, quello che sgorga del cuore.