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LA LITURGIA DELLE ORE
La Chiesa esorta tutti i fedeli non solo alla partecipazione attiva e consapevole alla santa Messa, ma li invita anche a prendere parte alla celebrazione della Liturgia delle Ore, che è la grande preghiera del Corpo mistico di Cristo.
Questa esigenza di partecipazione più intima e vitale dei laici alla preghiera ufficiale della Chiesa è maggiormente sentita ai nostri giorni, dopo il rinnovamento liturgico del Concilio Vaticano Il, ed è facilitata dalla versione dei testi in lingua viva.
La Liturgia delle Ore, distribuita nei vari momenti della giornata, è destinata alla santificazione del tempo e del lavoro, ed è un mezzo per attuare, nella pratica, il comando di Gesù: «Bisogna pregare sempre, senza stancarsi» (Lc 18, 1)
Il compito di questa preghiera spetta soprattutto ai sacerdoti e ai religiosi, ma anche gli altri fedeli cristiani, specialmente i gruppi parrocchiali più impegnati, sono chiamati a prendervi parte, almeno recitando le Lodi e i Vespri, che sono il duplice cardine della Liturgia delle Ore. Anzi, non potendo essere presenti alla celebrazione comune, i fedeli sono invitati a recitare in privato, mattina e sera, queste parti importanti dell'Ufficio (Cfr. Ist. geli., n. 40).
Infatti il contatto con le ricchezze della preghiera liturgica, tutta impregnata di Sacra Scrittura, dà ai cristiani un vero nutrimento spirituale, uno slancio sempre fresco verso il bene, e rinsalda l'unità con la Chiesa di Dio, sparsa in tutto il mondo.
Per questi motivi abbiamo pensato di presentare le Lodi mattutine e i Vespri delle quattro settimane del salterio, aggiungendo anche la preghiera di Compieta nel suo schema settimanale.
LODI MATTUTINE E VESPRI
(Dall' «Istruzione generale» sulla Liturgia delle Ore)
Importanza delle Lodi mattutine e dei Vespri
Le Lodi, come preghiera del mattino, e i Vespri, come preghiera della sera, che secondo la venerabile tradizione di tùtta la Chiesa, sono il duplice cardine dell'Ufficio quotidiano, devono essere ritenute le Ore principali e come tali celebrate.
Le Lodi, preghiera del mattino
Le Lodi mattutine sono destinate e ordinate a santificare il tempo mattutino come appare da molti dei loro elementi.
Tale caratteristica mattutina è espressa assai bene da queste parole di san Basilio Magno: «Il Mattutino è fatto per consacrare a Dio i primi moti della nostra mente e del nostro spirito in modo da non intraprendere nulla prima di esserci rinfrancati col pensiero di Dio, come sta scritto: «Mi sono ricordato di Dio e ne ho avuto letizia» (Sal 76, 4); né il corpo si applichi al lavoro prima di aver fatto ciò che è detto: «Ti prego, Signore. Al mattino ascolta la mia voce: fin dal mattino t'invoco e sto in attesa» (Sal 5, 4-5)».
Quest'ora inoltre, che si celebra allo spuntar della nuova luce del giorno, ricorda la risurrezione del Signore Gesù, «luce vera che illumina ogni uomo» e «sole di giustizia» «che sorge dall'alto». Perciò ben si comprende la raccomandazione di san Cipriano: «Bisogna pregare al mattino, per celebrare con la preghiera mattutina la risurrezione del Signore».
I Vespri, preghiera della sera
I Vespri si celebrano quando si fa sera e il giorno ormai declina, «per rendere grazie di ciò che nel medesimo giorno ci è stato donato o con rettitudine abbiamo compiuto» (s. Basilio). Con l'orazione che innalziamo, «come incenso davanti al Signore», e nella quale «l'elevarsi delle nostre mani» diventa «sacrificio della sera» ricordiamo anche la nostra redenzione.
E questo «si può anche intendere con un significato più spirituale, dell'autentico sacrificio vespertino: sia di quello che il Signore e Salvatore affidò, nell'ora serale, agli apostoli. durante la Cena, quando inaugurò i santi misteri della Chiesa, sia di quello stesso del giorno dopo, quando, con l'elevazione delle sue mani in croce, offrì al Padre per la salvezza del mondo intero se stesso, quale sacrificio della sera, cioè come sacrificio della fine dei secoli» (Cassiano).
Lodi e Vespri, preghiera della comunità cristiana
Si devono tenere in grandissima considerazione le Lodi mattutine e i Vespri come preghiera della comunità cristiana: la loro celebrazione pubblica e comune sia incoraggiata specialmente presso coloro che fanno vita in comune. Anzi, la loro recita sia raccomandata anche ai singoli fedeli che non possono partecipare. alla celebrazione comune.
I Salmi, parte importante della preghiera liturgica
Nella Liturgia delle Ore la Chiesa prega in gran parte con quei bellissimi canti, che i sacri autori, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, hanno composto nell'Antico Testamento. Per la loro stessa origine, infatti, essi hanno una capacità tale da elevare la mente
degli uomini a Dio, da suscitare in essi pii e santi affetti, da aiutarli mirabilmente a render grazie a Dio nelle circostanze prospere, da recare consolazione e fermezza d'animo nelle avversità.
Recitare i Salmi con il cuore aperto alla voce dello Spirito
Chi vuole salmeggiare con spirito di intelligenza deve percorrere i salmi versetto per versetto e rimanere sempre pronto nel suo cuore alla risposta. Così vuole lo Spirito, che ha ispirato il salmista e che assisterà ogni uomo di sentimenti religiosi aperto ad accogliere la sua grazia.
Per questo la salmodia, anche se eseguita con tutto quel rispetto che si deve alla maestà di Dio, deve prorompere dalla gioia del cuore e ispirarsi all'amore, come si addice a una poesia sacra e a un canto divino, e massimamente alla libertà dei figli di Dio.
Preghiera del Corpo mistico di Cristo
Chi recita i salmi nella Liturgia delle Ore, li recita non tanto a nome proprio quanto a nome di tutto il Corpo di Cristo, anzi nella persona di Cristo stesso. Se ciascuno tiene presente questa dottrina, svaniscono le difficoltà, che chi salmeggia potrebbe avvertire per la differenza del suo stato d'animo da quello espresso nel salmo, come accade quando chi è triste e nell'angoscia incontra un salmo di giubilo, oppure, al contrario, è felice e si trova di fronte a un canto di lamentazione.
Nella preghiera puramente privata si può evitare questa dissonanza, perché vi è modo di scegliere il salmo più adatto al proprio stato d'animo.
Nell'Ufficio divino, invece, si ha un determinato ciclo di salmi per tutta la comunità ed eseguito non a titolo personale, ma a nome di tutta la chiesa, anche quando si tratta di un orante che celebra qualche ora da solo.
Chi salmeggia a nome della chiesa può sempre trovare un motivo di gioia o tristezza, perché anche in questo fatto conserva il suo significato lespressione dellApostolo: "Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto" (Rm 12,15), e così la fragilità umana, ferita dallamor proprio, viene risanata nella misura di quella carità per la quale la mente concorda con la voce che salmeggia.
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