IL PANE DELLO SPIRITO
La connessione fra Eucaristia e Spirito Santo, normalmente inavvertita nel popolo cristiano, è un altro notevole passaggio dellultima enciclica di Giovanni Paolo II che merita di essere raccolto e sottolineato. Scrive il Papa che attraverso la comunione al suo corpo e al suo sangue, Cristo ci comunica il suo Spirito. Un pensiero che dovrebbe essere usuale per chi ricorda che lo Spirito Santo è il dono terminale della Pasqua del Signore resa sacramentalmente presente dallEucaristia sui nostri altari.
La Chiesa ha ormai imparato a riconoscere limportanza della presenza e dellopera dello Spirito Santo nellopera di santificazione del cristiano, di animazione della Chiesa, di fermentazione della storia. Veramente lo Spirito del Signore ha riempito luniverso. Senza di Lui è stato detto- Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, lautorità una dominazione, la missione una propaganda, il culto una evocazione e lagire cristiano una morale da schiavi; ma in lui il cosmo di solleva e geme nelle doglie del Regno, il Cristo risuscitato è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, lautorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste, la liturgia è memoriale e anticipazione, lagire umano è deificato.
Lopera dello Spirito Santo è presto significata e riassunta se si pensa a lui come al completatore e al rifinitore dellopera di Gesù: tutto quello che è stato cominciato dalla prima mano del Padre (la salvezza, la Chiesa, i sacramenti, la stessa Parola di Dio) è portato a compimento dalla seconda mano, cioè dallo Spirito Santo. Una sinergia perfetta che dal seno della Trinità si riverbera costantemente nella vita degli uomini. Naturalmente non cè vita cristiana senza Cristo, ma non cè nemmeno senza la presenza vivificante della terza persona della santissima Trinità.
Importante allora linvocazione allo Spirito Santo (Vieni, Santo Spirito) e determinante il dono della sua forza e del suo dinamismo. Senza di lui non si comincia nemmeno il cammino. La lezione della teologia orientale è ormai passata in pienezza anche nella mentalità e nella spiritualità delloccidente, più volte rimproverato di non aver dato il giusto posto e la giusta considerazione allopera silenziosa e onniavvolgente dello Spirito.
Laffermazione che il Signore morto e risorto ripete ogni giorno nella celebrazione eucaristica il dono dello Spirito fatto agli apostoli la sera di quello stesso giorno devessere allora portata al rango di consapevolezza di colui che celebra e di coloro che partecipano alla celebrazione. Il dono di Dio invoca sempre la collaborazione disponibile delluomo. Altrimenti esso rischia di rimanere nel vuoto. Un bel campo di riflessione e di impegno pastorale. Lenciclica del Papa domanda anche un aggiornamento, un dovere che incombe soprattutto sui pastori delle comunità.
Il gesto e le parole di Gesù della sera di Pasqua si ripetono ogni volta che si celebra l Eucaristia nellattesa del suo ritorno: Pace a Voi!Come il Padre ha mandato me, anchio mando voi . Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo . Si rinnova così la creazione, si spezzano i cuori di pietra, si ritrova ogni giorno la propria giovinezza. Manda il tuo Spirito, o Signore, e rinnova la faccia della terra. La Messa è sempre un avvio, mai un a ripetizione, il mondo che ricomincia da capo.
Per la meditazione e la catechesi la nostra liturgia contiene almeno una formula chiara e significativa. La ricorda il Papa: A noi che ci nutriamo del corpo e sangue di Cristo, dona la pienezza dello Spirito Santo, perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito. La pienezza dello Spirito Santo: diamo il giusto peso alle parole; lEucaristia accresce e completa nel cuore del credente il dono dello Spirito già ricevuto nei primi due sacramenti della iniziazione cristiana, il battesimo e la cresima. Anche in questo senso lEucaristia è il culmine e la fonte della vita cristiana ed eclesiale, il centro dellintero organismo sacramentale.
Le parole di santEfrem hanno la forza di richiamarci allordine: Colui che mangia con fede il corpo vivente del Signore, mangia fuoco e Spirito. Prendetene, mangiatene tutti, e mangiate con esso lo Spirito Santo. Alla luce di queste certezze può la comunità cristiana continuare a vivere aurea mediocrità che la distingue?
Giordano Frosini
Tratto dal giornale cattolico toscano - LA VITA
N. 23 anno 106
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