Incontri con Monsignor Frosini sul Concilio Vaticano II

VALENZATICO


Venerdì 19 marzo, presso la parrocchia di Valenzatico, si è svolto il terzo ed ultimo incontro in programma a livello zonale sui documenti del Concilio, guidato dal Vicario generale mons. Giordano Frosini.

Dopo aver riflettuto, nelle precedenti occasioni, sulla "Lumen Gentium" e sulla “Gaudium et Spes” è stata la volta della Costituzione Dogmatica "Dei Verbum" sulla divina Rivelazione.
Partendo dal significato dell'espressione "Dei Verburm", ossia "Parola di Dio", mons. Frosini ha sottolineato che il fatto più importante della storia della Chiesa è proprio questo: Dio ha parlato all'umanità, Dio ha rotto il suo silenzio. Si tratta, cioè, della Rivelazione di Dio: Dio ha parlato rivelandoci la sua stessa natura intima (pertanto noi sappiamo che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo) e il suo grande amore per l'umanità. La fede dell'uomo consiste proprio nell'accettazione di quello che Dio ha detto, ossia è un'adesione alla sua Parola. In questo possiamo notare un deciso progresso rispetto al passato, poiché la Rivelazione non è più soltanto una chiamata alla ragione, bensì è una atto che si appella all'intera vita.

La fede, dunque, non è un mero atto di adesione a delle verità (ossia un atto puramente razionale, alla maniera dei filosofi) ma è un abbandono totale di se stessi a Dio che parla e che vuole cambiare la nostra vita. L'atto di fede diventa, quindi, un atto esistenziale, che coinvolge l'intera esistenza del cristiano.

Ora: la Rivelazione è contenuta nella Bibbia e la “Dei Verbum” intende, appunto, parlare della Bibbia, ovvero del Primo e del Nuovo Testamento.
I libri di cui è composta la Bibbia sono libri canonici, proprio perché si ritiene che siano stati scritti sotto l'ispirazione dello Spirito Santo. Ciò significa che vi è la presenza di Dio e dell'agiografo, cioè la Parola di Dio è parimenti Parola di Dio e parola dell'uomo, perché essa è filtrata attraverso l'intelligenza, la cultura e la sensibilità dell'uomo a cui Dio ha parlato e si è presentato.
In particolare, il Concilio afferma che "per ricavare l'intenzione degli agiografi, si deve tener conto fra l'altro anche dei generi letterari. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione. E' necessario dunque che l'interprete ricerchi il senso che l'agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere ed ha di fatto espresso (Dei Verbum. n. 12)."

Mons. Frosini si è, quindi, soffermato attentamente sul Nuovo Testamento, dato che la parola di Dio, che è potenza divina per la salvezza di chiunque crede, si presenta e manifesta la sua forza in modo eminente negli scritti del Nuovo Testamento. Quando infatti venne la pienezza dei tempi, il Verbo si fece carne ed abitò tra noi pieno di grazia e di verità (Dei Verbum n. 17)." Dopo aver inquadrato da un punto di vista storico i vari libri del Nuovo Testamento, il Vicario ha affrontato il tema del carattere storico dei Vangeli (sulla base del n. 19 della Dei Verbum). In sostanza, egli ha sottolineato che i quattro Vangeli sono dei libri di catechesi (il cui scopo è quello di portare i lettori alla conversione), sia pure con un ampio fondamento storico. Per quanto riguarda le modalità di redazione, tre sono i momenti da prendere in considerazione:

1) i Vangeli si fondano su quello che Gesù ha detto e fatto;

2) quello che Gesù ha detto e fatto, pero, non è stato scritto subito dagli evangelisti, bensì sono intercorsi cinquanta- settanta anni in cui la comunità cristiana ha rimeditato tali avvenimenti e li ha trasmessi oralmente, cercando di comprenderli alla luce della Risurrezione;

3) gli evangelisti hanno redatto per iscritto i quattro Vangeli sulla base delle esigenze proprie delle rispettive comunità di appartenenza.

In definitiva, i tre incontri zonali sul Concilio si sono rivelati molto stimolanti e ricchi di spunti di riflessione per i numerosi presenti, in modo particolare per i catechisti.


 

Monica Bini
Articolo tratto da "La Vita"