Venerdì 20 febbraio, presso la parrocchia di Casalguidi si è svolto il secondo dei tre incontri, organizzati a livello di Vicariato, sui documenti del Concilio Vaticano II.
La riflessione è stata ancora una volta dettata dal vicario generale della nostra diocesi mons. Giordano Frosini che, con la consueta chiarezza ed incisività, si è soffermato ad analizzare la Costituzione pastorale "Gaudium et Spes" sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. Si tratta dell'ultimo documento conciliare (datato 7 dicembre 1965) e quindi del più maturo, pertanto necessita di un certo aggiornamento, sia pur tenendo ferme le linee essenziali in esso tracciate.
Mons. Frosini ha fatto tre brevi premesse, ossia:
1) già dalle parole del proemio si evince un vero e proprio atto di fiducia e di amore nei confronti del mondo in cui la Chiesa sta vivendo;
2) questo documento è rivolto non ai cattolici soltanto, non ai cristiani soltanto e neppure ai credenti, ma è rivolto a tutti gli uomini, sulla scia della “Pacem in Terris” di Giovanni XXIII (del 1963) che si era rivolta a tutti gli uomini di buona volontà. Si tratta, quíndi di un bellissimo progetto che tutti gli uomini possono mettere in atto, un progetto su base razionale anche se ispirato evangelicamente;
3) il tema fondamentale della "Gaudium et Spes" è l'uomo, visto in tutta la sua ricchezza e in tutta la sua singolarità. Tutto il pensiero della Chiesa ruota, infatti, intorno alla persona umana, che va sempre considerata come fine e mai come mezzo. Ad esempio, non è la persona per lo Stato, ma lo Stato per la persona; non è l'uomo al servizio dell'economia ma l'economia al servizio dell'uomo. I primi tre capitoli del documento sono proprio dedicati all'uomo.
Il primo tratta della dignità della persona umana, per cui non si può toccare l'uomo perché chi tocca l'uomo tocca Dio, in quanto l'uomo è creato ad immagine di Dio.
Il secondo è intitolato la comunità degli uomini, cioè tratta della natura dell'uomo visto come persona in relazione con gli altri uomini invitando a superare l'etica individualistica, che è più che mai propria dei nostri tempi.
Il terzo parla dell'attività umana nell'universo, e quindi del lavoro. Il lavoro dell'uorno è visto come una continuazione dell'opera della creazione, ragion per cui l'uomo deve portare a compimento l'universo che Dio gli ha dato in dono.
Il quarto capitolo tratta, quindi della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo, soffermandosi sulla mutua relazione fra Chiesa e mondo. In esso si afferma che ogni attività dell'uomo nel mondo (in famiglia, sul lavoro, in politica) deve essere sempre ispirata dal pensiero evangelico.
Il documento, nella sua seconda parte, si sofferma sui "problemi più urgenti”, ovvero: la famiglia, la cultura, l'economia, il lavoro e la pace.
Per quanto riguarda la famiglia, essa è considerata come la prima espressione della Chiesa e della società ed è vista in un'ottica personalistica. Si parla del matrimonio come alleanza personale di vita e di amore.
Quanto all'economia, si sottolinea che l'economia è per l'uomo, per tutto l'uomo e per tutti gli uomini, concezione che appare in pieno contrasto con l'odierno dilagare del neo- liberismo, che considera il profitto come parametro assoluto e l'uomo come un essere puramente economico.
Sul fronte del lavoro, viene affermato il primato dell'uomo sul lavoro, per cui il lavoro è per l'uomo e non l'uomo per il lavoro. Partendo da questo principio, c'è molto da rifiettere sul tema quanto mai attuale della flessibilità che, senza un adeguato sistema di contrappesi, rischia di sacrificare pesantemente la persona la quale, stante la precarietà della propria occupazione, non può fare progetti per costituire una famiglia.
Infine, per quanto riguarda la pace, nella Gaudium et Spes si afferma (in linea di continuità con la Pacem in Terris di Giovanni XXIII) che non può esserci guerra giusta (quindi ogni guerra preventiva è condannata in partenza), ammettendosi soltanto la guerra per legittima difesa. Queste le parole dei testo: "la guerra non è purtroppo estirpata dalla umana condizione. E fintantoché esisterà il pericolo della guerra e non ci sarà un'autorità internazionale competente, munita di forze efficaci, una volta esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa."
L'ultimo incontro in programma si svolgerà presso la parrocchia di Valenzatico venerdì 19 marzo.