Incontri con Monsignor Frosini sul Concilio Vaticano II

QUARRATA


Venerdì 16 gennaio, presso i locali della Pineta a Quarrata, si è svolto il primo dei tre incontri programmati a livello di Vicariato, sul Concilio Vaticano II.
Relatore sul tema il Vicario generale della nostra diocesi mons. Giordano Frosini.

In questo primo incontro, mons. Frosini, dopo una breve introduzione sull'importanza di questo Concilio dedicato interamente alla Chiesa, ha proposto una riflessione sulla Costituzione Dogmatica "Lumen Gentium".

Anzitutto, vi sono tre definizioni che riassumono benissimo l'intero pensiero del Concilio sulla Chiesa, ossia: la Chiesa è Mistero, la Chiesa è comunione, la Chiesa è missione. Ancora più precisamente: la Chiesa, nel suo complesso e in ciascuna delle sue articolazioni fino a quelle più piccole, cioè le comunità di base, deve essere tassativamente Mistero, comunione e missione.

Per quanto riguarda la Chiesa come Mistero, mons. Frosini ha ricordato la concezione della Chiesa prima del Concilio, ovvero la concezione bellarminiana della Chiesa, dove essa era vista come realtà esterna, paragonabile alle altre società contemporanee.
Questa concezione, però, non teneva conto di quello che c'è di più profondo nella Chiesa, ossia il fatto che la Chiesa ha un aspetto di Mistero dentro di sé, cioè è una società anzitutto invisibile. Certo, essa ha anche una sua visibilità (gli uomini, le strutture, le leggi) però il suo aspetto principale è l'aspetto del Mistero.
La Chiesa non è tanto quella gloriosa delle folle che gremiscono piazza San Pietro, ma piuttosto essa è Madre Teresa di Calcutta, con la sua umiltà, la sua totale dedizione agli altri, la sua santità.

Il libro base su cui si fonda la concezione della Chiesa come Mistero è dato dagli Atti degli Apostoli ove si legge che le prime comunità cristiane vivevano all'insegna della preghiera, della comunione, dell'Eucaristia.
Il Concilio disse, inoltre, che "Ecclesia de Trinitate", ovvero la Chiesa nasce dalla Trinità e non già dai nostri sforzi o dai nostri buoni pensieri.
Pertanto, il Concilio si è rifiutato di definire la Chiesa, proprio perché la Chiesa è Mistero ed il Mistero appare nella penombra, si intravede, si intuisce.

Il Concilio si rifà ad alcune immagini prese dalla Bibbia, soprattutto dal Nuovo Testamento; in particolare, il Concilio privilegia tre immagini:

1) la Chiesa è popolo di Dio, con ciò sottolineando che, per quanto vi sia la gerarchia, tuttavia vige fra tutti i battezzati una “vera uguaglianza” per quanto concerne la dignità e l'unica missione di edificare il Corpo di Cristo;

2) la Chiesa è Corpo di Cristo, nel senso che, messa al sicuro la sostanziale uguaglianza di tutti i componenti della comunità cristiana, all'interno della Chiesa vi sono tanti carismi e tanti ministeri;

3) la Chiesa è tempio dello Spirito Santo, poicilé tutti i battezzati sono inabitati dallo Spirito stesso.

La Chiesa è, dunque, essenzialmente comunione: comunione verticale con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che si infonde poi nella comunione orizzontale, come i membri del corpo umano sono uniti nel corpo e quindi sono uniti fra di loro.

Per capire che cosa sia una comunità cristiana, ci dobbiamo rifare agli Atti degli Apostoli definibili come gli Atti della “koinonìa”.

Nelle prime comunità cristiane, vi era la comunione nell'ascolto della Parola mediata dall'insegnamento degli Apostoli, vi era la preghiera comune, vi era la frazione dei pane (= l'Eucaristia), vi era una certa comunione dei beni. Di conseguenza, viene spontaneo rilevare quanta differenza passi tra lo stile di vita di quelle comunità e l'attuale tempo dominato da una mentalità così individualista ed egoista.

La Chiesa è, infine, essenzialmente missione.
A questo proposito, Paolo VI disse che “la Chiesa o è missionaria o non è". Ciò significa che ogni Chiesa, anche a livello di chiesa parrocchiale, ha la sua grande porzione di missione da portare avanti. Più che mai nel contesto odierno, infatti, la Chiesa avverte l'urgenza della missione e dell'evangelizzazione vicina e lontana.

Mons. Frosini ha concluso la propria riflessione ricordando che si evangelizza, prima di tutto, con la vita, con la coerenza, con la testimonianza della comunità nel suo complesso. La Chiesa deve, cioè, diventare una comunità diversa, alternativa, sulla scia di quanto afferma il Concilio, cioè che il futuro sarà nelle mani di coloro che hanno in serbo il miglior messaggio di speranza."

L'appuntamento per il prossimo incontro sul Concilio è per venerdì 20 febbraio alle ore 21 presso la parrocchia di Casalguidi.


Monica Bini
Articolo tratto da "La Vita"